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Colombini cresce e si espande grazie al DNA Porsche Consulting

Anche l’arredo è lean

Un caso di successo, nonostante la crisi economica. Un’azienda a conduzione familiare che ha saputo reinventarsi e affacciarsi sul mercato globale in modo strategico.

Una realtà che conta circa 1.000 dipendenti, suddivisi in sei stabilimenti: tre nella Repubblica di San Marino, due in Italia e uno in Cina. Un’azienda che si è affidata agli esperti di Porsche Consulting Italia per affrontare le criticità e rispondere alla crisi puntando sull’efficienza e sulla qualità.

Stiamo parlando del Gruppo Colombini, guidato da Emanuel Colombini, che si è dotato delle competenze e delle strategie per  rispondere alle difficoltà di un settore, quello dell’arredamento, che ha duramente sofferto la stagnazione economica – secondo Federlegnoarredo nel 2009 il comparto ha visto una riduzione del 18% in termini di valore, con ben 7 miliardi di euro di fatturato bruciati in 12 mesi – e che solo nel corso dell’ultimo anno ha registrato un risultato positivo. Il Gruppo sanmarinese ha così chiuso l’anno con un fatturato pari a 180 milioni di euro con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente e ha messo in calendario per i prossimi mesi l’ampliamento della sede di Pechino e l’apertura di alcuni punti vendita in Russia, mentre per la fine 2011 e l’inizio del 2012 è previsto l’ingresso negli Stati Uniti. Risultati e progetti che sono stati raggiunti e che saranno realizzati a seguito dell’adozione di un metodo ad hoc, firmato Porsche Consulting Italia, che si fonda sull’ottimizzazione dei processi.

In un ambiente fortemente automatizzato come quello di Colombini, l’efficienza produttiva rappresenta un fattore chiave di successo. Di qui l’idea di rivolgersi a Porsche Consulting Italia, in prima battuta per ottimizzare il sistema produttivo, e successivamente per costruire un vero e proprio network tra stabilimenti e per ridefinire la disposizione dei macchinari all’interno dei siti produttivi. Fondamentale per la buona riuscita del progetto è stata anche la formazione del personale ai vari livelli. Il trasferimento del DNA di Porsche si articola infatti in due piani distinti: a livello del capitale umano, per formare i dipendenti nell’ambito produzione, quality e controlling e fornire loro le competenze per operare in completa autonomia; a livello di processi interni, invece, per migliorare la pianificazione della produzione e la comunicazione tra gli stabilimenti. Parallelamente, sono state intraprese azioni per ridurre drasticamente scarti e difetti. Si è agito infine sulla manutenzione generale, migliorandone la pianificazione e la gestione specifica da parte degli operatori.

Il progetto condotto ha potuto contare su una forte automazione, grazie al fatto che il Gruppo Colombini è un’azienda capital intensive, e ha permesso una più efficiente gestione degli ordini.

L’adozione dei principi Toyota, volti alla riduzione degli sprechi, nonché all’ottimizzazione dei processi, che costituiscono le fondamenta del metodo Porsche Consulting, hanno permesso al Gruppo Colombini di raggiungere risultati importanti: un aumento della capacità produttiva pari al 20%, un miglioramento della qualità dei mobili prodotti e, infine, la creazione di una struttura KAIZEN Colombini per sviluppare un orientamento al miglioramento continuo in azienda.

“Siamo orgogliosi del progetto condotto con Il Gruppo Colombini e di aver dato a questa realtà manifatturiera gli strumenti necessari per rispondere alla difficile situazione economica attuale– ha dichiarato Federico Magno, amministratore delegato Porsche Consulting Italia – Ottimizzare i processi, ridurre gli sprechi in termini di tempo, risorse e materiali, valorizzare la qualità e l’eccellenza del made in Italy rappresenta l’unica strategia vincente da attuare per differenziarsi dalla concorrenza globale, offrire prodotti a un prezzo competitivo e, in generale, acquisire un vantaggio competitivo che permetta di poter espatriare ed esplorare nuovi mercati.”

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