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Colombini - Non solo camere per hotel

Colombini: dalle camere per hotel a una gamma completa per il mercato mondiale

Questa è una vicenda davvero esemplare, che racconta di come, con oculatezza di gestione e scelte coraggiose, un’azienda nata per supportare il turismo estivo negli anni del boom sia diventata nel tempo un piccolo colosso, con filiali in Europa, in Cina e buone prospettive di espansione anche negli Stati Uniti.

L’avventura di Colombini prese il via a Falciano, nella Repubblica di San Marino, a pochi passi da Rimini. Erano i primi anni ’60: producendo mobili per camere d’albergo, l’azienda si costruì un nome sulla Riviera, fra Ravenna e le Marche. “È stato il lancio per diventare poi un’industria a tutti gli effetti, in grado nel tempo di reinvestire sia su nuovi prodotti che su nuovi mercati”. Emmanuel Colombini, l’amministratore delegato, rappresenta la seconda generazione: a fondare l’azienda furono infatti il padre e i due zii. Oggi, il giovane manager guida un gruppo davvero corposo: 180 milioni di fatturato, un migliaio di addetti, circa 120 negozi monomarca nel mondo (i più importanti dei quali a New York, Shangai, madrid, Parigi, Stoccolma) a cui si aggiungono le presenze in circa cinquemila negozi multimarca. E una filosofia operativa che nel frattempo si è articolata, a seconda dei mercati. “In Italia abbiamo tuttora la leadership sulle camere singole – spiega l’amministratore – ma partendo da lì negli ultimi anni abbiamo puntato ad uno sviluppo orizzontale su tutta la gamma della casa: sofà, accessori, mobili imbottiti. E due anni fa abbiamo fatto un acquisto importante, Febal, che ci permette di allargare la gamma ad una settore strategico come i mobili da cucina”.

Qualunque sia l’ambito di riferimento, i parametri operativi di Colombini sono comunque ben chiari. “Intanto puntiamo a promuovere il design italiano, che all’estero è riconosciuto come valore: per questo abbiamo dieci studi di architettura che operano stabilmente con noi, e promuoviamo concorsi continui di idee con nuovi designer. Poi ci ispiriamo ai concetti di lean production, cerchiamo una forte accessibilità del prodotto: offriamo cioè un prodotto con servizio – la programmazione su misura – ma con alle spalle un’industria fortemente produttiva, e quindi affidabile”.

Anche il target di mercato è ben definito. “Puntiamo a una fascia meno di nicchia, rispetto ad altre affermate marche italiane. Ovvero, cerchiamo di abbinare la fantasia e la creatività del design ad un prodotto che abbia prezzi accessibili: oggi il cliente passa prima di tutto da soluzioni dal design attuale, che si adattino con gusto alle esigenze di vita e di abitabilità”. Se queste sono le caratteristiche della maggior parte della gamma, c’è però un prodotto che si eleva: “sono le cucine a marca Rossana, un marchio di prestigio che abbiamo acquistato assieme a Febal – chiude Colombini -.  È un po’ la bandiera del gruppo: una sfida diversa, che vale relativamente in termini di fatturazione ma che ci sta dando delle belle soddisfazioni a livello qualitativo e soprattutto di immagine.”

Novembre 2011 PLATINUM – Sole 24 Ore

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